Allegati tesi · Guida 2026
Allegati tesi: come fare l’appendice con esempi reali.
Gli allegati tesi (chiamati anche appendice) sono il blocco finale del tuo manoscritto, dove finiscono questionari, trascrizioni delle interviste, dataset grezzi, codice e tabelle dettagliate. Qui trovi cosa includere e cosa no, la numerazione corretta (Allegato A, B, C…), come citarli nel corpo del testo e tre esempi reali per Sociologia, Ingegneria e Giurisprudenza.
Per triennale, magistrale, dottorato — statali e telematiche.
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Cosa includere davvero Questionari, trascrizioni interviste, dataset, codice, tabelle tecniche, consenso etico — e cosa NON va in allegato.
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Numerazione e ordine Allegato A, B, C secondo la convenzione italiana. Ordine = sequenza di prima citazione nel corpo della tesi.
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Come citare nel testo «(vedi Allegato A)», «come emerso dal questionario (Allegato A)…»: le formule che la Commissione si aspetta.
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Esempi reali per facoltà Sociologia (questionario + interviste), Ingegneria (codice + dataset), Giurisprudenza (testi normativi + massime).
1) Cosa sono gli allegati di una tesi (e quando si chiama appendice)
Gli allegati tesi sono materiali di supporto che vengono inseriti dopo la bibliografia, a chiusura del manoscritto. Servono a documentare in modo verificabile ciò che nel corpo del testo è stato sintetizzato: il questionario integrale somministrato, le trascrizioni delle interviste, i dataset grezzi, il codice utilizzato per le analisi, le tabelle tecniche troppo lunghe per stare in capitolo.
I termini allegati e appendice sono, in pratica, sinonimi. La convenzione italiana prevalente usa «Allegati» (al plurale, lettera A, B, C…); la convenzione anglosassone usa «Appendix» o «Appendices», da cui l’italianizzazione appendice tesi (al singolare, o «Appendice 1, 2, 3…»). Alcuni atenei italiani — in particolare per la magistrale internazionale o per le facoltà scientifiche — preferiscono «Appendice». Verifica le linee guida del tuo Corso di Laurea: la scelta del termine non cambia il contenuto.
A che cosa servono davvero
Prima di entrare nel dettaglio su come fare allegati tesi efficaci, una premessa di metodo: l’allegato non è una discarica di materiale che non sapevi dove mettere. È un’estensione documentata e ordinata di ciò che hai sintetizzato nel corpo della tesi.
Tre funzioni concrete. Primo, verificabilità: chiunque legga la tua tesi deve poter ricostruire, dato un risultato citato nel testo, da dove proviene. Se nel Capitolo 3 scrivi «il 68% dei rispondenti dichiara…», il lettore deve poter aprire l’allegato a tesi e vedere il questionario originale con tutte le 28 domande. Secondo, leggibilità: una tabella di 4 pagine con 120 righe di dati rovinerebbe il flusso del capitolo; in allegato la stessa tabella diventa una risorsa di consultazione mirata. Terzo, integrità metodologica: per le ricerche con soggetti umani, le lettere di consenso etico e il protocollo approvato dal comitato etico vanno sempre in allegato.
Quando gli allegati sono obbligatori
Non sempre: dipende dal tipo di tesi. Una tesi puramente compilativa, costruita solo su letteratura esistente, può tranquillamente non avere allegati. Una tesi empirica con questionari, interviste, esperimenti, raccolta dati clinici, codice sviluppato dallo studente: gli allegati sono obbligatori, perché documentano la parte originale del lavoro.
2) Cosa includere negli allegati (e cosa NO)
L’errore più frequente in come fare allegati tesi efficaci è eccedere: si finisce per allegare materiale che non serve, gonfiando il manoscritto, oppure si dimentica materiale che il relatore si aspetta di trovare. Ecco la regola pratica.
| INCLUDERE in allegato | Perché |
|---|---|
| Questionari completi | Versione integrale somministrata, con tutte le domande, le scale di risposta e le istruzioni iniziali. Un questionario allegato incompleto rende non replicabile la ricerca. |
| Trascrizioni interviste | Per ricerca qualitativa, le trascrizioni interviste integrali vanno in allegato (pseudonimizzate). Se sono molte, almeno 3–5 trascrizioni rappresentative. |
| Dataset grezzi | Tabelle con i dati raccolti, prima di qualunque elaborazione. Per dataset tesi molto voluminosi (sopra le 100 pagine), meglio un link a un repository (Zenodo, Figshare, OSF, GitHub). |
| Codice sorgente | Per tesi di Ingegneria, Informatica, Statistica: codice MATLAB, Python, R, SQL effettivamente utilizzato. Con commenti che spiegano cosa fa ogni blocco. |
| Tabelle dettagliate | Tabelle tecniche di 2+ pagine, illeggibili in corpo. In capitolo metti la versione sintetica; in allegato la tabella completa. |
| Documenti normativi citati | Per Giurisprudenza: testi integrali di leggi, sentenze, regolamenti citati in modo estensivo nel corpo (utile se la legge è lunga e citata in 5+ punti). |
| Consenso etico | Per ricerca con soggetti umani (Psicologia, Medicina, Sociologia empirica): lettera del comitato etico, modulo di consenso informato somministrato ai partecipanti. |
| Immagini extra | Schemi, foto, mappe, screenshot a supporto. In capitolo le 2–3 immagini chiave; in allegato la serie completa. |
| NON includere in allegato | Perché |
|---|---|
| Figure già nel corpo | Mai duplicare. Se una figura è nel capitolo, basta. Allegare la stessa immagine due volte è un errore tipico da revisione. |
| Contenuto facilmente consultabile | Articoli pubblici, voci di Wikipedia, pagine web. Se è reperibile in due click, basta citarlo in bibliografia. L’allegato è per materiale tuo o difficilmente accessibile. |
| Dati personali identificabili | Nomi, indirizzi, numeri di telefono, e-mail dei partecipanti. Mai. Le interviste vanno pseudonimizzate (Intervistato 1, Intervistato 2… o pseudonimi). |
| Fonti consultate | Le fonti vanno in bibliografia, non in allegato. L’allegato è per materiale originale tuo (questionari, dati, trascrizioni), non per le letture. |
| Brutte copie e bozze | Mai allegare versioni intermedie del tuo testo, appunti, brutte copie. L’allegato è un documento finale. |
3) Numerazione e ordine degli allegati
La convenzione italiana standard prevede la numerazione con lettere maiuscole: Allegato A, Allegato B, Allegato C, Allegato D… Per tesi internazionali o in inglese si usano i numeri arabi: Appendix 1, Appendix 2, Appendix 3. Entrambi sono accettati, purché la scelta sia coerente in tutta la tesi.
Ordine logico: prima citazione nel testo
L’ordine non è alfabetico né tematico, ma segue la sequenza di prima citazione nel corpo della tesi. Il primo allegato citato nel Capitolo 1 (o nel Capitolo 2 se nel primo non ce ne sono) diventa Allegato A. Il secondo allegato citato diventa Allegato B. E così via.
Esempio pratico: hai un questionario, tre trascrizioni di interviste e un dataset di misure. Nel Capitolo 2 (Metodi) citi prima il questionario, poi le interviste. Nel Capitolo 3 (Risultati) citi il dataset. L’ordine corretto è: Allegato A = Questionario; Allegato B = Trascrizioni interviste; Allegato C = Dataset.
Casi anomali
- Allegati senza citazione nel testo: se non lo citi, non lo allegare. L’unico caso giustificato è il consenso etico, che viene allegato per completezza anche senza richiamo nel corpo (in quel caso, ultimo nell’ordine, es. Allegato F).
- Più allegati citati nello stesso punto: si elencano nell’ordine in cui sono presentati materialmente. Esempio: «vedi Allegati B, C e D» significa che hai citato per primo l’Allegato B, ma B-C-D vengono insieme nella tua sequenza interna.
- Allegati con sub-parti: usa la doppia numerazione, Allegato A.1, A.2, A.3. Tipico per il questionario suddiviso in sezioni o per dataset multi-tabella.
Numerazione decimale (alternativa)
Alcune tesi tecniche usano la numerazione decimale completa: Allegato 1, Allegato 2… con sub-livelli 1.1, 1.2, 2.1. È più rara nelle facoltà umanistiche italiane e più comune in Ingegneria e Informatica, dove un Allegato può contenere 3–4 sotto-allegati distinti (es. Allegato 1 = Codice; 1.1 = Modulo dati; 1.2 = Modulo analisi; 1.3 = Modulo visualizzazione).
4) Come citare un allegato nel corpo della tesi
La domanda come citare allegato tesi ha tre risposte canoniche, in funzione del tipo di richiamo. Le formule italiane standard sono brevi, integrate nel flusso del testo, senza appesantirlo.
Richiamo essenziale (vedi Allegato X)
Usato come parentetica veloce dopo un’affermazione, equivale a un «per il dettaglio, apri l’allegato». Esempi:
- «Il questionario somministrato (vedi Allegato A) ha coperto cinque dimensioni della soddisfazione lavorativa.»
- «Le trascrizioni delle interviste sono riportate integralmente (vedi Allegato B).»
- «Il codice sorgente delle simulazioni è nell’Allegato C.»
Richiamo argomentativo (come emerso da…)
Usato quando il dato dell’allegato sostiene un’affermazione di testo. La citazione lega l’affermazione al materiale grezzo. Esempi:
- «Come emerso dal questionario somministrato (Allegato A), il 68% dei rispondenti dichiara di praticare smart working almeno due giorni la settimana.»
- «Dalla trascrizione dell’intervista 3 (Allegato B.3) emerge il tema della solitudine professionale.»
- «I dati grezzi delle misurazioni di temperatura sono riportati nell’Allegato C.»
Richiamo metodologico (descritto in…)
Usato nel capitolo Metodi (per le tesi sperimentali/empiriche) o nell’Introduzione (per spiegare la metodologia di selezione delle fonti). Indica al lettore dove trovare il dettaglio procedurale:
- «Il protocollo di intervista semi-strutturata è descritto integralmente nell’Allegato A.»
- «La griglia di codifica utilizzata per l’analisi qualitativa è riportata nell’Allegato B.»
Una regola pratica: ogni allegato a tesi deve essere richiamato almeno una volta nel corpo. Se durante la revisione finale ti accorgi che un allegato non è mai citato, hai due scelte: aggiungi un richiamo nel testo (anche solo parentetico nel capitolo Metodi) oppure rimuovi l’allegato. Allegati non richiamati confondono la Commissione.
5) Format degli allegati: tipografia, font, margini
La regola di base è semplice: stessa tipografia del corpo della tesi. Font, dimensione, interlinea, margini restano coerenti. Se la tua tesi usa Times New Roman 12 con interlinea 1,5 e margini 2,5 cm, anche gli allegati seguono questi parametri. La continuità visiva conferma che gli allegati sono parte integrante del manoscritto, non un’aggiunta secondaria.
Quando puoi (e devi) cambiare
Tre eccezioni tipografiche legittime:
- Font monospaziato per il codice: il codice sorgente (Allegato Codice in tesi di Ingegneria/Informatica) si scrive in Courier New, Consolas o Menlo, dimensione 9–10 pt. Necessario perché il monospaziato preserva l’allineamento di indentazione e rende leggibili i blocchi di codice.
- Dimensione ridotta per tabelle dense: una tabella di dati con 15 colonne può usare carattere 9 o 10 pt invece di 12, pur restando nello stesso font del corpo. L’importante è che resti leggibile.
- Orientamento orizzontale (landscape): tabelle larghe o schemi di flusso possono essere ruotate in orientamento orizzontale per la singola pagina. La numerazione di pagina segue comunque la sequenza del manoscritto.
Intestazione di ogni allegato
Ogni allegato inizia con un’intestazione standard, in pagina nuova:
- Riga 1: ALLEGATO A (o B, C…), maiuscolo, grassetto, centrato.
- Riga 2: titolo descrittivo (es. «Questionario sulla soddisfazione lavorativa nel settore sanitario»), grassetto, centrato.
- Riga 3 (opzionale): breve nota descrittiva di 1–2 righe (es. «Versione somministrata online tra marzo e maggio 2025 a 142 partecipanti»).
Le immagini e le tabelle dentro un allegato seguono la doppia numerazione: Tabella A.1, Tabella A.2; Figura B.1, Figura B.2. La lettera ricorda il numero dell’allegato, il numero arabo è progressivo dentro l’allegato.
6) Numerazione delle pagine: continua o A1, A2, A3?
Due convenzioni accettate, con preferenze diverse per area accademica.
Convenzione 1 — Numerazione continua (standard italiano)
Le pagine degli allegati continuano la numerazione araba dell’ultima pagina della bibliografia. Se la bibliografia termina a pagina 110, l’Allegato A inizia a pagina 111. È la convenzione più diffusa nelle università italiane (statali e telematiche), perché mantiene un’unica sequenza numerica per tutto il manoscritto. Pratica anche per la rilegatura.
Convenzione 2 — Numerazione separata (A1, A2, A3…)
Ogni allegato ricomincia la sua numerazione: A1, A2, A3 per l’Allegato A; B1, B2, B3 per l’Allegato B. È tipica di tesi anglosassoni e di alcune tesi tecniche italiane di Ingegneria/Informatica. Vantaggio: aggiungere o rimuovere un allegato non costringe a rinumerare tutto. Svantaggio: per la Commissione è meno immediato, e in caso di citazione interna richiede sempre la lettera dell’allegato (es. «p. A3» invece di «p. 113»).
Quale scegliere
Verifica le linee guida del Corso di Laurea. In mancanza di indicazioni esplicite: numerazione continua per facoltà umanistiche, giuridiche, economiche; numerazione separata accettabile per Ingegneria, Informatica e tesi internazionali in inglese. In entrambi i casi, l’indice della tesi deve riportare il numero di pagina di inizio di ogni allegato (es. «Allegato A — Questionario……… p. 111»).
7) Il rapporto analisi fonti di StudyTexter come allegato
Un caso concreto di materiale che vale la pena allegare alla tua tesi: il Rapporto analisi fonti generato automaticamente da StudyTexter. È un documento di 8–15 pagine che elenca tutte le fonti utilizzate nella stesura, con il livello di affidabilità di ciascuna, il link diretto alla pubblicazione originale e il DOI verificabile. Per una tesi empirica o compilativa, è esattamente il tipo di materiale che la Commissione apprezza vedere come Allegato: rende il lavoro trasparente e verificabile in un colpo d’occhio.

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8) Esempio reale 1: tesi di Sociologia con questionario
Un primo allegati tesi esempio concreto: tesi triennale di Sociologia, ricerca empirica con questionario online e interviste qualitative di approfondimento. Una struttura tipica di appendice tesi triennale nelle scienze sociali italiane.
Tesi triennale Sociologia
«Smart working e benessere percepito nei giovani lavoratori del settore sanitario lombardo»
Università degli Studi di Milano-Bicocca. 58 pagine di testo + 24 pagine di allegati.
Struttura degli allegati
- Allegato A — Questionario online (28 domande, 6 pp). Versione integrale somministrata via Google Forms a 142 partecipanti.
- Allegato B — Trascrizioni di 3 interviste qualitative (12 pp). Pseudonimizzate (Intervistato 1, 2, 3), audio originale conservato dal ricercatore.
- Allegato C — Tabella dati grezzi (4 pp). Frequenze per le 28 domande del questionario, ripartite per genere e fascia d’età.
- Allegato D — Modulo di consenso informato (2 pp). Versione approvata dal comitato etico di Ateneo.
Note di lettura: l’Allegato A (questionario) è richiamato 4 volte nel corpo della tesi (Capitolo 2 Metodi e Capitolo 3 Risultati). L’Allegato B (trascrizioni) è richiamato 6 volte nel Capitolo 4 (analisi qualitativa). L’Allegato C (tabella) viene richiamato 2 volte nel Capitolo 3, una nel Capitolo 5. L’Allegato D (consenso etico) non viene richiamato direttamente, ma viene menzionato nel capitolo Metodi («la ricerca è stata approvata dal comitato etico, modulo di consenso in Allegato D»).
9) Esempio reale 2: tesi di Ingegneria con codice e dataset
Secondo esempio: tesi magistrale di Ingegneria gestionale, parte sperimentale con simulazioni MATLAB e dataset di misure. È un tipico caso di appendice tesi magistrale in area tecnica.
Tesi magistrale Ingegneria
«Ottimizzazione dei flussi di magazzino tramite simulazione discrete-event: caso studio in un’azienda manifatturiera lombarda»
Politecnico di Milano. 108 pagine di testo + 38 pagine di allegati.
Struttura degli allegati
- Allegato A — Codice MATLAB della simulazione (12 pp). Font Consolas 10 pt. Tre moduli: A.1 modello di base, A.2 scenario ottimizzato, A.3 routine di visualizzazione.
- Allegato B — Dataset misure (4 pp di metadati + link a repository Zenodo). Il dataset completo (1,2 GB, 14 milioni di righe) è depositato su Zenodo con DOI; in tesi solo metadati e schema.
- Allegato C — Tabelle dettagliate dei tempi di percorrenza (22 pp). 24 tabelle con valori per 60 turni operativi, font Times 10 pt, orientamento landscape per le più larghe.
Note di lettura: per i dataset tesi molto voluminosi la prassi corretta è depositare il dataset grezzo in un repository pubblico (Zenodo, Figshare, OSF) e in allegato inserire solo i metadati — schema, dizionario delle variabili, link DOI, indicazioni di accesso. Questa è anche la richiesta tipica per la pubblicazione successiva su rivista peer-reviewed.
10) Esempio reale 3: tesi di Giurisprudenza con testi normativi
Terzo esempio, area giuridica: tesi compilativa di diritto amministrativo, costruita sulla ricostruzione di normativa e giurisprudenza. Un caso più austero, dove l’appendice tesi raccoglie documenti normativi citati in modo estensivo nel corpo.
Tesi magistrale Giurisprudenza
«La responsabilità civile dell’intelligenza artificiale dopo il Regolamento UE 2024/1689»
Università degli Studi di Bologna. 132 pagine di testo + 18 pagine di allegati.
Struttura degli allegati
- Allegato A — Estratti integrali dei capi I–III del Regolamento UE 2024/1689 (10 pp). Citato in 14 punti del corpo; allegare l’estratto evita continue riproduzioni in nota a piè di pagina.
- Allegato B — Massime giurisprudenziali principali (6 pp). Cinque massime di Cassazione e Corte di Giustizia UE pertinenti, ciascuna con i dati di pubblicazione completi.
- Allegato C — Schema di sintesi comparativo (2 pp). Tabella che mette a confronto le tre proposte regolatorie in discussione, organizzata per parametro.
Note di lettura: per Giurisprudenza, gli allegati sono più sintetici che nelle scienze sociali. La regola pratica: si allega un testo normativo solo se è lungo e citato in 5+ punti distinti del corpo, altrimenti basta il riferimento in bibliografia. La sentenza intera non si allega quasi mai; basta la massima.
11) Errori comuni negli allegati
Una check-list pratica di chiusura: gli 8 errori più ricorrenti quando si pensa a come fare allegati tesi davvero utili al lettore e alla Commissione. Ognuno corregge un problema concreto visto in sede di revisione.
- Allegati senza citazione nel corpo. Il più classico: nel manoscritto non c’è mai un «vedi Allegato A», ma l’Allegato A è in fondo alla tesi. Per la Commissione è materiale dimenticato: o citi, o togli.
- Dataset troppo voluminosi. Allegare 100+ pagine di dataset grezzi gonfia il manoscritto senza valore aggiunto. Per dataset oltre le 20–30 pagine, deposita su repository pubblico (Zenodo, Figshare, OSF) e in allegato metti solo metadati e link.
- Dati personali non anonimizzati. Nomi, indirizzi, e-mail, numeri di telefono dei partecipanti. Mai. Le trascrizioni vanno pseudonimizzate sistematicamente, anche se in fase di intervista il partecipante ha detto «non importa, puoi usare il mio nome».
- Allegati che ripetono figure del corpo. La stessa immagine, lo stesso grafico, già nel capitolo, viene riproposto in allegato. È ridondante. In allegato vanno solo le versioni estese (es. serie completa di 12 grafici di cui 3 nel corpo) o le versioni ad alta risoluzione delle figure stampate in piccolo nel testo.
- Numerazione incoerente. Allegato A, Allegato B, poi Appendice 3, poi Allegato D. Scegli una convenzione (lettere o numeri) e mantienila in tutta la tesi, indice incluso.
- Allegati non elencati nell’indice. Ogni allegato deve apparire nell’indice della tesi con titolo descrittivo e numero di pagina di inizio. Una tesi con allegati ma senza riferimento nell’indice è difficile da navigare.
- Allegato fonti consultate. Errore concettuale: le fonti che hai letto vanno in bibliografia, non in allegato. L’allegato è per materiale tuo originale (questionari, dati, trascrizioni, codice).
- Codice senza commenti. Per tesi tecniche, allegare 12 pagine di codice senza commenti è quasi peggio che non allegare niente. Aggiungi commenti che spiegano cosa fa ogni funzione e ogni blocco: il lettore deve poter capire il codice senza eseguirlo.
12) Risorse correlate
Gli allegati sono un componente della struttura complessiva del manoscritto. Da qui due direzioni naturali per approfondire la tua tesi.
Vedi esempi
Esempi di tesi reali
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Struttura tesi: lo schema completo
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FAQ – Domande frequenti sugli allegati tesi
Cosa sono gli allegati di una tesi?
Gli allegati tesi sono materiali di supporto inseriti dopo la bibliografia, a chiusura del manoscritto. Servono a documentare in modo verificabile ciò che nel corpo del testo è stato sintetizzato: questionari integrali, trascrizioni delle interviste, dataset grezzi, codice sorgente, tabelle dettagliate, documenti normativi, lettere di consenso etico. Sono parte integrante della tesi e devono essere elencati nell’indice.
Qual è la differenza tra allegato e appendice?
In pratica sono sinonimi. La convenzione italiana prevalente usa «Allegati» (al plurale, con numerazione A, B, C…); la convenzione anglosassone usa «Appendix», da cui l’italianizzazione appendice tesi (al singolare, o «Appendice 1, 2, 3…»). Verifica le linee guida del Corso di Laurea: il contenuto non cambia, cambia solo il termine.
Come si numerano gli allegati?
Convenzione italiana standard: lettere maiuscole (Allegato A, B, C, D…). Convenzione internazionale: numeri arabi (Appendix 1, 2, 3). L’ordine non è alfabetico ma segue la sequenza di prima citazione nel corpo della tesi: il primo allegato richiamato nel testo diventa Allegato A. Sub-parti con doppia numerazione: A.1, A.2, A.3.
Devo citare gli allegati nel corpo della tesi?
Sì, sempre. Ogni allegato a tesi deve essere richiamato almeno una volta nel corpo (es. «vedi Allegato A» o «come emerso dal questionario, Allegato A»). Allegati non richiamati vanno rimossi: la Commissione li interpreta come materiale dimenticato. Unica eccezione abituale: il modulo di consenso etico, che può essere allegato per completezza con un riferimento generico nel capitolo Metodi.
Posso allegare il codice in una tesi di ingegneria?
Sì, è la prassi standard per tesi di Ingegneria, Informatica e Statistica. Il codice (MATLAB, Python, R, SQL) va in allegato con font monospaziato (Consolas, Courier, Menlo) dimensione 9–10 pt, e con commenti che spiegano cosa fa ogni modulo. Per progetti lunghi, dividi in sub-allegati: A.1 modulo dati, A.2 modulo analisi, A.3 modulo visualizzazione. Per repository completi (GitHub), inserisci anche il link al commit specifico.
Le trascrizioni delle interviste vanno negli allegati?
Sì. Per la ricerca qualitativa, le trascrizioni interviste integrali vanno in allegato, pseudonimizzate sistematicamente (Intervistato 1, 2, 3 o pseudonimi). Se hai condotto molte interviste (es. 15+), puoi allegare le 3–5 trascrizioni più rappresentative e conservare le altre per consultazione del relatore su richiesta. Le registrazioni audio non si allegano alla tesi cartacea.
Cosa NON devo mettere negli allegati?
Cinque cose da evitare: (1) figure già presenti nel corpo del testo (mai duplicare); (2) contenuto facilmente consultabile online (articoli pubblici, voci di Wikipedia, pagine web — basta citarli in bibliografia); (3) dati personali identificabili dei partecipanti (mai, le interviste vanno pseudonimizzate); (4) le fonti consultate (vanno in bibliografia, non in allegato); (5) bozze e versioni intermedie del tuo testo.
Gli allegati hanno una numerazione di pagina diversa?
Due convenzioni accettate. Numerazione continua (standard italiano): se la bibliografia termina a p. 110, l’Allegato A inizia a p. 111. Numerazione separata (convenzione anglosassone, accettabile in Ingegneria/Informatica): Allegato A usa A1, A2, A3; Allegato B usa B1, B2, B3. In entrambi i casi, l’indice della tesi deve riportare il numero di pagina di inizio di ogni allegato.
La tesi triennale può non avere allegati?
Sì. Una tesi compilativa di livello triennale, costruita solo su letteratura esistente, può tranquillamente non avere allegati. Gli allegati sono obbligatori solo se hai prodotto materiale originale: questionari, interviste, esperimenti, raccolta dati clinici, codice. In caso di appendice tesi triennale, anche un solo allegato (es. il solo questionario) è perfettamente accettabile, purché richiamato correttamente nel corpo.
StudyTexter genera anche materiale per gli allegati?
Sì. StudyTexter produce automaticamente il Rapporto analisi fonti, un documento di 8–15 pagine che elenca tutte le fonti utilizzate con livello di affidabilità, link diretti e DOI verificabili. È materiale ideale come Allegato per una tesi empirica o compilativa: rende il lavoro trasparente in un colpo d’occhio. La bibliografia formattata, l’indice numerato e il frontespizio sono inclusi nella bozza, pronti per il manoscritto finale.
Scritto dal team StudyTexter
Guida 2026 a cura di Josua Schulte e del team accademico di StudyTexter. Basata sui regolamenti delle principali università italiane (Bologna, Milano-Bicocca, Politecnico di Milano, La Sapienza) e sui protocolli di ricerca empirica condivisi nelle facoltà di Sociologia, Ingegneria e Giurisprudenza. Tempo di lettura: ~11 minuti.
