Note tesi · Guida 2026
Note tesi: come inserirle con esempi APA, Chicago e Diritto.
Le note a piè di pagina tesi non sono un dettaglio tipografico: in Lettere, Storia, Filosofia e Giurisprudenza sono il luogo in cui vivono le citazioni vere. Qui trovi quando servono, come si scrivono in Chicago Notes-Bibliography, APA 7 e nello stile italiano del Diritto, le abbreviazioni latine (op cit, ibid, ivi, cfr.) e come StudyTexter genera note tesi e citazioni partendo da fonti accademiche verificate, non inventate da un chatbot.
Per Lettere, Diritto, Psicologia, Medicina, Ingegneria e tesi telematiche.
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Stili a confronto Chicago NB, APA 7, MLA, Vancouver e italiano Diritto: sapere quando usare le note e quando preferire la citazione in-text.
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Esempi reali Prima citazione, forma breve, Ibid./Ivi, dottrina, Cass., Corte Cost., D.Lgs. — pronti da adattare.
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Word + LaTeX Come inserire note tesi in Word con un click e in LaTeX con
\footnote{}, senza rinumerare a mano. -
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Citazioni verificate StudyTexter cita su 479 milioni di fonti reali con DOI verificabili. Niente note inventate dai chatbot generalisti.
1) Cosa sono le note a piè di pagina e quando servono
Una nota a piè di pagina è un blocco di testo posto in fondo alla pagina dove compare un richiamo numerico in apice. Serve a tre scopi distinti, che spesso si confondono: (a) citare una fonte (libro, articolo, sentenza, legge); (b) chiarire un concetto laterale che appesantirebbe il corpo del testo; (c) attribuire un permesso editoriale o un copyright. Nella tradizione italiana ed europea la funzione dominante è la prima, soprattutto in Lettere, Storia, Filosofia e Diritto. Imparare a gestire bene le note tesi significa risparmiare ore di formattazione e, soprattutto, evitare due rischi seri: il plagio involontario e l’uso di citazioni inventate da un chatbot generalista.
La differenza chiave da tenere a mente è quella tra nota a piè di pagina e citazione in-text. La citazione in-text vive dentro la frase ed è un puntatore breve: (Rossi, 2024, p. 47) in APA, (Rossi 2024, 47) in Chicago Author-Date, [3] in IEEE. La nota a piè di pagina invece esce dal testo, scende in fondo alla pagina e contiene una riga completa o quasi: autore, titolo, editore, anno, pagina. In Chicago Notes-Bibliography la prima citazione di una fonte sta tutta in nota; le successive si abbreviano. In APA la nota viene riservata ai soli chiarimenti, perché la citazione è già nel corpo.
Le note a piè di pagina tesi hanno anche una funzione di trasparenza accademica che la commissione legge come segnale di rigore. Quando un esaminatore apre una pagina e vede note ordinate, complete e con la giusta forma breve, capisce in cinque secondi che hai lavorato sulle fonti reali, non solo sull’abstract di Google Scholar. Quando invece le note sono assenti dove dovrebbero esserci, oppure compaiono con format incoerente, il livello di fiducia cala prima ancora di entrare nel merito.
Quando servono davvero
Servono sempre in tre famiglie disciplinari: Lettere (Filologia, Letteratura italiana e straniere, Storia, Storia dell’arte, Filosofia, Studi religiosi); Diritto (tesi di Giurisprudenza, Scienze giuridiche); e in molte tesi di Scienze sociali a impronta umanistica (Antropologia, Pedagogia storica, Sociologia culturale). Servono raramente, solo per chiarimenti, in Psicologia, Economia, Management, Medicina, Ingegneria e Informatica. Ma anche in queste discipline una nota ben fatta su un passaggio metodologico delicato pesa più di un paragrafo in più.
2) Note vs citazioni in-text: quale stile per quale tesi
Non esiste una regola universale. Quale strumento di citazione usare dipende dalla disciplina, dal regolamento del Corso di Laurea e dalla preferenza del relatore. La tabella riassume le quattro convenzioni principali più lo stile italiano del Diritto, che è una variante locale ma con regole molto stringenti.
| Stile | Posizione citazione | Ruolo delle note | Discipline tipiche |
|---|---|---|---|
| APA 7 | In-text (Rossi, 2024, p. 12) | Rare, solo per chiarimenti | Psicologia, Sociologia, Educazione, Comunicazione, Management |
| Chicago Notes-Bibliography | Apice numerico1 → nota a piè di pagina | Centrali: la nota contiene la citazione completa | Lettere, Storia, Filosofia, Arte, Studi religiosi |
| Chicago Author-Date | In-text (Rossi 2024, 12) | Rare, solo per chiarimenti | Economia, alcune Scienze sociali |
| MLA 9 | In-text (Rossi 12) | Rare, solo per chiarimenti | Letterature moderne, Studi culturali anglofoni |
| Vancouver / IEEE | Apice numerico [1], [2–5] | Non utilizzate | Medicina, Ingegneria, Informatica, Fisica applicata |
| Italiano Diritto | Apice numerico1 → nota a piè di pagina | Obbligatorie: dottrina, giurisprudenza, legislazione tutte in nota | Giurisprudenza, Scienze giuridiche |
La conseguenza pratica della tabella: una tesi di Lettere o di Diritto vive sulle note tesi; una tesi di Psicologia o Medicina vive sulle citazioni tesi in-text e le note compaiono solo per chiarire un dettaglio metodologico; una tesi di Ingegneria o Informatica non usa note proprio. Decidere lo stile prima di scrivere il primo capitolo è la singola scelta che ti risparmia più tempo, perché cambiarlo dopo significa riformattare ogni richiamo nel testo e ogni voce in bibliografia.
3) Format Chicago Notes-Bibliography (umanistico)
Le note tesi Chicago in stile Notes-Bibliography (NB) sono il formato più usato in Lettere, Storia, Filosofia e Studi religiosi. Hanno una regola d’oro: la prima citazione di una fonte è completa; le citazioni successive si abbreviano con la forma breve o con le sigle latine. Vediamo lo schema.
Prima citazione completa
1. Mario Rossi, Storia della filosofia italiana del Novecento (Roma: Carocci, 2024), 45.
Ordine: numero progressivo + nome puntato e cognome dell’autore + titolo in corsivo + (città: editore, anno) + pagina o range pagine. Nessun «p.» davanti al numero di pagina nello standard Chicago anglosassone; lo standard italiano accetta anche la forma con «p.» davanti, purché coerente in tutta la tesi.
Citazione successiva: forma breve
2. Rossi, Storia della filosofia, 67.
Solo cognome, titolo abbreviato in corsivo (le prime parole significative), pagina. Niente dati editoriali, niente parentesi. La forma breve è lo standard dalla seconda citazione in avanti per lo stesso testo.
Ibid., Ivi e le sigle latine
Quando la nota cita la stessa fonte della nota immediatamente precedente, le abbreviazioni latine evitano di ripetere autore e titolo:
3. Ivi, 89. // italiano: stesso testo, pagina diversa (89) 4. Ibid. // internazionale: stesso testo, stessa pagina 5. Ibid., 102. // internazionale: stesso testo, pagina diversa (102)
Le altre sigle latine ricorrenti nelle note tesi sono op cit (opera citata, dopo aver citato altre fonti nel mezzo), cfr. (confronta, segnala un riferimento di supporto non citato direttamente), v. (vedi), passim (in più punti del testo) e cit. per la forma breve standard. Da ricordare: ibid e ivi funzionano solo quando la nota immediatamente precedente cita lo stesso testo; se in mezzo è comparsa un’altra fonte, la sigla diventa errata e va sostituita con la forma breve completa.
Tipografia delle note Chicago
- Numero progressivo in apice nel corpo del testo (es.
Bobbio1) oppure in carattere normale seguito da punto in nota. - Corpo nota: 10 pt; corpo testo principale: 12 pt.
- Interlinea nota: 1,0; interlinea testo: 1,5.
- Allineamento: giustificato.
- Linea separatrice sopra la nota: gestita automaticamente da Word.
4) Format APA 7: note rare di chiarimento
Le note tesi APA esistono, ma sono uno strumento marginale. APA 7 (American Psychological Association, settima edizione) basa l’intero sistema di citazione sulla forma in-text autore-anno: (Rossi, 2024, p. 45). La nota a piè di pagina serve per due soli scopi specifici, da usare con misura.
1. Content footnote (nota di chiarimento)
Una content footnote qualifica un’informazione del corpo testo che altrimenti appesantirebbe la frase. Tipico esempio: indicare che una variabile è stata trattata in modo diverso da uno studio precedente, oppure aggiungere un dato collaterale che non rientra nell’analisi principale. Una content footnote sta in 2-4 righe, niente di più.
Nel corpo testo:
... la riduzione del cortisolo è risultata significativa1.
A piè di pagina:
1. Nello studio originale, Goyal et al. (2014) hanno utilizzato un
protocollo MBSR di 8 settimane; nel nostro replication study il
protocollo è stato ridotto a 6 settimane per limiti di reclutamento.
2. Copyright footnote
Una copyright footnote attribuisce il permesso di riproduzione per una figura, una tabella o un estratto testuale lungo. È rara nelle tesi, più comune negli articoli pubblicati. Quando serve, il testo standard è «Reprinted with permission from [autore], [anno], [editore]» oppure la versione italiana «Riprodotto con il permesso di...».
Cosa NON fare in APA
Non usare la nota a piè di pagina per le citazioni bibliografiche. Se hai citato un articolo, il puntatore va nel corpo testo come (Cognome, Anno, p. X), e la voce completa va in bibliografia alla fine. Mettere la citazione bibliografica in nota in una tesi APA è uno dei segnali più rapidi di mancato rispetto dello stile e viene corretto dal relatore alla prima revisione.
5) Italiano Diritto: note obbligatorie per Giurisprudenza
Le note tesi giurisprudenza seguono una convenzione italiana molto specifica, codificata gradualmente nei manuali di redazione dei singoli atenei (Bologna, Sapienza, LUISS, Roma Tre, Statale Milano). Tre famiglie di fonti citate quasi sempre in nota: dottrina (manuali, monografie, articoli accademici), giurisprudenza (sentenze Cassazione, Corte Costituzionale, CGUE) e legislazione (leggi, decreti, regolamenti UE). Vediamo gli esempi.
Citazione di dottrina
1. C. Castronovo, La nuova responsabilità civile, 3ª ed., Giuffrè, Milano, 2006, p. 245.
Ordine: iniziale del nome puntata + cognome + titolo in corsivo + edizione (se non la prima) + editore + città + anno + pagina. Per autori multipli si usa il trattino: C. Castronovo – A. Albanese.
Citazione di sentenza della Cassazione
2. Cass., 12 marzo 2024, n. 8765, in Foro it., 2024, I, 1234. 3. Cass. SS.UU., 23 settembre 2023, n. 27123, in Giust. civ., 2024, 156.
Ordine: Cass. (o Cass. SS.UU. per le Sezioni Unite, Cass. pen. / Cass. civ. per la specifica sezione) + data della sentenza + numero della sentenza + in rivista in corsivo + anno + numero del volume + pagina di apertura. Se la sentenza è pubblicata su più riviste, si cita quella di riferimento per la materia.
Citazione di sentenza della Corte Costituzionale
4. Corte Cost., 15 aprile 2024, n. 78, in Giur. cost., 2024, 567.
Citazione di legge o decreto
5. L. 12 maggio 2023, n. 45, art. 7, comma 3. 6. D.Lgs. 23 giugno 2024, n. 89, art. 12. 7. Regolamento (UE) 2024/1689, art. 6, par. 2.
Abbreviazioni standard del Diritto
Le sigle più usate nelle note tesi giurisprudenza, da memorizzare e usare in modo coerente in tutta la tesi: Cass. (Corte di Cassazione), Cass. SS.UU. (Sezioni Unite), Cass. pen. (Cassazione penale), Cass. civ. (Cassazione civile), Corte Cost. (Corte Costituzionale), CGUE (Corte di Giustizia dell’Unione Europea), op cit (opera citata, sostituisce il titolo per fonti già citate dopo altre note), cit. (cit., forma breve dopo la prima citazione completa), ivi (stesso testo della nota precedente, pagina diversa), ibidem/ibid. (stesso testo, stessa pagina, uso continentale), cfr. (confronta), v. (vedi) e passim (in più punti del testo).
In Giurisprudenza le note a piè di pagina tesi fanno più lavoro che in qualsiasi altra disciplina: in una sola nota possono comparire un riferimento di dottrina, una sentenza della Cass. e un rinvio alla normativa, separati da punto e virgola. La regola di pulizia: non superare quattro voci per nota; oltre, è meglio spezzare in due note distinte oppure spostare materiale in una nota di chiarimento.
6) Vancouver / IEEE: solo numerazione, niente note
Per Medicina, Infermieristica, Scienze biomediche (stile Vancouver) e per Ingegneria, Informatica, Fisica applicata (stile IEEE) le note a piè di pagina non si usano. Le citazioni vivono nel corpo testo come riferimenti numerici tra parentesi: [1], [2, 3], [4–7]. La bibliografia finale è numerata e ordinata nell’ordine di prima citazione, non in alfabetico.
Eccezione minima: una nota a piè di pagina può comparire in queste discipline per un chiarimento tecnico molto specifico (un dettaglio sperimentale, un acronimo non standard, una formula). È raro e va usato con parsimonia. Se la tua tesi di Ingegneria contiene 30 note a piè di pagina, lo stile è sbagliato: stai applicando una convenzione umanistica a una disciplina che non la prevede.
7) Editor StudyTexter: la fonte da cui nasce la nota

Genera note e citazioni per la tua tesi con StudyTexter
479 milioni di fonti accademiche reali con DOI verificabili. Tu indichi tema e stile (Chicago Notes-Bibliography, APA 7, italiano Diritto, Vancouver, IEEE) e StudyTexter genera note tesi e citazioni già formattate, con forma breve, Ibid./Ivi e bibliografia coerente. Nessuna citazione inventata da un chatbot. Vedi esempi di tesi reali.
8) Numerazione: continua oppure per capitolo
Due convenzioni legittime, una scelta da fare a inizio tesi e non cambiare più.
Convenzione 1 — Numerazione continua dall’inizio alla fine
Tutta la tesi adotta una sola sequenza: nota 1, nota 2, …, nota 247. È lo standard internazionale, in particolare per i lavori brevi e medi. Vantaggi: facile per il lettore, semplice da gestire con i riferimenti incrociati. Svantaggi: i numeri verso la fine diventano grandi e tipograficamente pesanti (nota 312 in apice attira lo sguardo più del dovuto).
Convenzione 2 — Numerazione per capitolo
Ogni capitolo riparte da 1. Capitolo 1: note 1-30. Capitolo 2: note 1-25. Capitolo 3: note 1-40. Vantaggi: numeri sempre piccoli, capitoli indipendenti, comodo per tesi lunghe. Svantaggi: i rimandi cross-capitolo richiedono riferimento esplicito («come citato nel cap. 2, nota 17»), e l’indicizzazione automatica delle note in Word va impostata con cura.
Standard italiano prevalente: Convenzione 1 (progressiva totale) per tesi triennali e magistrali brevi; Convenzione 2 (per capitolo) per tesi magistrali lunghe e tesi di dottorato. La scelta finale spetta al regolamento del Corso di Laurea o, in assenza, al relatore.
9) Come inserire note tesi in Word
Microsoft Word gestisce le note in modo nativo, e la numerazione si aggiorna automaticamente quando aggiungi, sposti o elimini una nota. La procedura per come inserire note tesi in Word in quattro passaggi:
- Posiziona il cursore esattamente nel punto in cui deve comparire il richiamo numerico (in italiano: prima della punteggiatura; in inglese: dopo).
- Tab Riferimenti → clic su Inserisci nota a piè di pagina (oppure scorciatoia
Ctrl+Alt+Fsu Windows,Cmd+Opt+Fsu Mac). - Word ti porta automaticamente in fondo alla pagina, già con il numero pronto. Scrivi il testo della nota seguendo lo stile (Chicago NB, APA, Diritto).
- Per tornare al corpo testo, doppio clic sul numero della nota in fondo alla pagina (oppure semplicemente clic nel testo principale).
Personalizzare il formato delle note
Dal tab Riferimenti, clic sulla piccola icona in basso a destra del gruppo Note a piè di pagina. Si apre la finestra di dialogo dove puoi impostare:
- Formato numerico: 1, 2, 3 (standard), i, ii, iii (rari), A, B, C (rarissimi). Per note tesi Word resta sulle cifre arabe salvo indicazione del regolamento.
- Inizio numerazione: 1 (standard) oppure altro numero per casi particolari.
- Numerazione: Continua (Convenzione 1), Ricomincia ad ogni sezione (Convenzione 2 per capitolo), oppure Ricomincia ad ogni pagina (raro e poco utile in tesi).
- Applica a: tutto il documento oppure sezione corrente.
Trucchi pratici
Per come inserire note tesi in modo veloce e senza rinumerare a mano: (a) usa sempre la funzione nativa di Word, mai numeri scritti a mano in apice; (b) imposta lo stile Testo nota a piè di pagina in 10 pt con interlinea 1,0 una volta sola, in modo che valga per tutte le note successive; (c) se il riferimento citato è presente più volte, ricordati che la prima nota deve essere completa e le successive abbreviate (forma breve oppure sigle op cit, ibid, ivi).
10) Come inserire note tesi in LaTeX
In LaTeX la nota a piè di pagina si inserisce con il comando \footnote{...} direttamente nel punto del testo. La numerazione è automatica.
Questo è un passaggio del corpo testo con la sua
nota.\footnote{Mario Rossi, \textit{Storia della filosofia
italiana del Novecento}, Roma, Carocci, 2024, p. 45.}
Per le citazioni successive abbreviate, sempre con \footnote{} ma con la forma breve:
... come già osservato.\footnote{Rossi, \textit{Storia della
filosofia}, 67.}
... nella stessa pagina.\footnote{Ivi, 89.}
... ancora la stessa fonte.\footnote{Ibid.}
Pacchetti utili
- biblatex-chicago: gestisce automaticamente le note Chicago NB partendo da un file
.bib. Risparmia ore in tesi con 200+ note. - biblatex con stile
authoryear-comp: per le tesi in stile Chicago Author-Date o APA-like. - footmisc: per personalizzare il formato delle note (interlinea, font, posizione del separatore).
- endnotes: per spostare le note in fondo al documento (note finali) anziché a piè di pagina.
Se la tua tesi è in Giurisprudenza e usa stile italiano Diritto, valuta un file .bib personalizzato con campi extra per la giurisprudenza (numero sentenza, rivista, data). Più lavoro iniziale, ma ogni rimando viene riformattato automaticamente quando cambi pagina, sezione o capitolo.
11) Note a piè di pagina vs note finali vs note di capitolo
Tre opzioni di posizionamento. Scelta da fare a inizio tesi e da non cambiare in corsa.
| Tipo | Posizione | Quando usarle |
|---|---|---|
| Note a piè di pagina | In fondo alla stessa pagina del richiamo | Standard delle tesi italiane. Il lettore vede subito la citazione, senza saltare in fondo al capitolo o al volume. |
| Note a fine capitolo | In fondo a ogni capitolo, prima del successivo | Rara nelle tesi. Tipica di alcuni libri pubblicati. Spesso meno comoda per la lettura. |
| Note finali (endnotes) | In fondo alla tesi, prima della bibliografia | Convenzione anglosassone in alcune discipline. Più pulita visivamente ma scomoda: il lettore deve saltare avanti e indietro. |
Standard quasi universale in Italia: note a piè di pagina. Per tesi telematiche (Pegaso, Mercatorum, Uninettuno, eCampus) verifica il regolamento: alcuni atenei accettano endnotes per ragioni di compatibilità PDF, ma la maggior parte mantiene lo standard cartaceo.
12) 9 errori comuni nelle note (incluso il rischio ChatGPT)
- Note troppo lunghe. Una nota dovrebbe stare in 3-5 righe. Se occupa mezza pagina, smetti di chiamarla nota: integra il contenuto nel testo principale oppure spostalo in un’appendice. Le note giganti rompono il ritmo di lettura e segnalano un’organizzazione poco lucida.
- Note ridondanti. Citare lo stesso testo 10 volte di fila con
Rossi, Storia, 45,Rossi, Storia, 46,Rossi, Storia, 47è rumore. Raggruppa:Cfr. Rossi, Storia, 45-50. - Ibid. usato male. Ibid. significa «stesso testo, stessa pagina». Per pagina diversa: Ivi, 67 (italiano) oppure Ibid., 67 (internazionale). Se in mezzo è comparsa un’altra fonte, né ibid né ivi sono più legittimi: torna alla forma breve o a op cit.
- Note con citazioni incomplete. Una nota bibliografica DEVE contenere, alla prima occorrenza, autore + titolo + editore + anno + pagina. Mai abbreviare al primo utilizzo, mai omettere l’editore.
- Posizione del richiamo rispetto alla punteggiatura. Standard italiano: il richiamo numerico va prima della punteggiatura (
Come affermava Bobbio1.). Standard inglese: dopo (As Bobbio argued.1). Scegli una convenzione e mantienila in tutta la tesi. - Numero della nota in grassetto o corsivo. Non si fa. Il numero in apice resta in tondo, dimensione normale per il proprio livello (apice). Lo stile della nota tipografica è standard, non un’area di creatività.
- Note in lingua diversa dal corpo testo. Eccezione: le citazioni dirette si lasciano in lingua originale, con eventuale traduzione in nota tra parentesi tonde. Tutto il resto della nota va nella lingua della tesi.
- Nota composta dalla sola URL. Una URL nuda non è una citazione. Va completata con: autore (o istituzione), titolo della pagina, data di pubblicazione (se disponibile), URL e data di consultazione. La data di consultazione è importante per le risorse online che cambiano nel tempo.
- Citazioni inventate da ChatGPT o altri chatbot generalisti. È l’errore più pericoloso degli ultimi anni. ChatGPT, Gemini, Copilot generano regolarmente citazioni che sembrano plausibili: nomi reali di autori abbinati a titoli che non hanno mai scritto, DOI inesistenti, pagine inventate. La commissione verifica a campione 2-3 fonti per ogni tesi sospetta; una sola citazione fasulla fa precipitare la valutazione e, nei casi peggiori documentati, comporta annullamento della discussione. Le AI generaliste non sono progettate per il rigore accademico: vanno bene per scrivere bozze, non per costruire note tesi verificabili. È il motivo per cui StudyTexter non è un chatbot ma un sistema di ricerca su 479 milioni di pubblicazioni reali con DOI, ISBN, PMID, ELI verificabili dalla commissione in 30 secondi.
13) Guide collegate
Le note tesi sono uno dei tre tasselli di trasparenza accademica di una tesi italiana, insieme alla bibliografia e alla struttura dei capitoli. Le guide collegate qui sotto coprono i pezzi vicini.
Guida sorella
Bibliografia tesi
Esempi reali in APA, IEEE, Chicago, Vancouver e ordine delle voci.
Hub
Struttura tesi
Lo schema completo dei capitoli e degli elementi formali.
Approfondimento
Capitoli tesi
Quanti capitoli, lunghezza, divisione in paragrafi.
Esempi reali
/app/examples
Tesi reali con bibliografia e note pronte da consultare.
FAQ – Domande frequenti sulle note tesi
Quando si usano le note a piè di pagina in una tesi?
Sempre in Lettere, Storia, Filosofia, Studi religiosi e Diritto, dove le note tesi contengono la citazione completa della fonte. Raramente in APA (Psicologia, Sociologia, Educazione) e MLA, dove la citazione vive nel corpo testo e la nota si riserva ai chiarimenti. Mai in Vancouver / IEEE (Medicina, Ingegneria, Informatica), dove i riferimenti sono numerici tra parentesi quadre nel testo.
Qual è la differenza tra nota a piè di pagina e citazione in-text?
La citazione in-text vive nella frase, è breve, è un puntatore: (Rossi, 2024, p. 47) in APA, [3] in IEEE. La nota a piè di pagina sta in fondo alla pagina, è più lunga e in Chicago NB o Diritto contiene la citazione completa (autore, titolo, editore, anno, pagina). Servono a cose diverse; in alcune discipline coesistono (la nota cita, la bibliografia finale raccoglie tutto), in altre solo una delle due viene usata.
Cosa significa Ibid. nelle note?
Ibid. (dal latino ibidem, «nello stesso luogo») significa «stesso testo, stessa pagina della nota precedente». Per pagina diversa, l’italiano usa Ivi, p. 67; l’uso internazionale è Ibid., 67. Funziona solo se la nota immediatamente precedente cita lo stesso testo: se in mezzo è comparsa un’altra fonte, né ibid né ivi sono più legittimi. In tal caso si torna alla forma breve (Rossi, Storia, 67) oppure si usa op cit.
Come si inserisce una nota a piè di pagina in Word?
Posiziona il cursore dove vuoi il richiamo. Tab Riferimenti → Inserisci nota a piè di pagina (scorciatoia Ctrl+Alt+F su Windows, Cmd+Opt+F su Mac). Word ti porta in fondo alla pagina con il numero già pronto. Scrivi il testo della nota nello stile scelto (Chicago, APA, italiano Diritto). La numerazione si aggiorna automaticamente se aggiungi, sposti o elimini note in seguito. Per personalizzare il formato: piccola icona in basso a destra del gruppo Note a piè di pagina.
Le note vanno numerate in modo continuo o per capitolo?
Entrambe le convenzioni sono accettate. Continua (1, 2, …, 247): standard internazionale, comoda per tesi triennali e magistrali brevi. Per capitolo (ogni capitolo riparte da 1): più comoda per tesi magistrali lunghe e tesi di dottorato, perché i numeri non diventano troppo grandi. La scelta finale spetta al regolamento del Corso di Laurea o, in assenza, al relatore. Una volta scelta, non si cambia in corsa.
Come si cita una sentenza della Cassazione in nota?
Standard italiano per note tesi giurisprudenza: Cass., 12 marzo 2024, n. 8765, in Foro it., 2024, I, 1234. Per le Sezioni Unite: Cass. SS.UU., 23 settembre 2023, n. 27123, in Giust. civ., 2024, 156. Componenti obbligatorie: Cass. (o specifica come Cass. pen. / Cass. civ.) + data della sentenza + numero + in rivista (in corsivo) + anno + volume + pagina di apertura.
Le note a piè di pagina seguono lo stile APA o Chicago?
Dipende dalla disciplina. Chicago Notes-Bibliography: le note sono centrali, contengono la citazione completa (prima occorrenza) o la forma breve (occorrenze successive). Tipico di Lettere, Storia, Filosofia. APA 7: le note sono rare, solo per chiarimenti; le citazioni vivono nel corpo testo come (Rossi, 2024, p. X). Tipico di Psicologia, Sociologia, Educazione. Decidere lo stile prima di scrivere il primo capitolo è la scelta che ti risparmia più tempo.
Posso citare un sito web nelle note?
Sì, ma con tutti i campi: autore (o istituzione), titolo della pagina, data di pubblicazione (se disponibile), URL completo, data di consultazione. Una nota composta dalla sola URL è incompleta. Per pagine istituzionali serie (Istat, Corte Costituzionale, Gazzetta Ufficiale) il riferimento sta nella nota a piè di pagina ma di norma confluisce anche nella sitografia o bibliografia finale, secondo la convenzione dell’ateneo.
Quanto deve essere lunga una nota a piè di pagina?
Di norma 3-5 righe. Una nota molto lunga, oltre mezza pagina, è un segnale che il contenuto andrebbe spostato altrove: integrato nel corpo testo se è rilevante per l’argomentazione principale, oppure portato in un’appendice se è materiale di supporto. Le note tesi giganti rompono il ritmo di lettura e segnalano un’organizzazione poco lucida del contenuto.
StudyTexter genera anche le note e le citazioni?
Sì. Il workflow StudyTexter parte da un brief (facoltà, tema, domanda di ricerca, stile) e produce sia le citazioni in-text sia le note tesi nella forma corretta per lo stile scelto: Chicago Notes-Bibliography con prima citazione completa + forma breve + Ibid./Ivi, APA 7 con citazione autore-anno nel corpo, italiano Diritto con dottrina + Cass. + legislazione. Le fonti sono reali, con DOI, ISBN o ELI verificabili dalla commissione. Niente citazioni inventate dai chatbot generalisti.
Note tesi vere, con fonti verificate alla prima stesura.
Stile (Chicago Notes-Bibliography, APA 7, italiano Diritto, Vancouver) deciso una volta, formattazione automatica per tutte le note tesi e le citazioni in-text, fonti reali con DOI o ISBN. Bozza in poche ore, tu rivedi in 5–10 giorni. Vedi esempi di tesi reali con note formattate.
Scritto dal team StudyTexter
Guida 2026 a cura di Josua Schulte e del team accademico di StudyTexter. Basata sugli standard internazionali Chicago Manual of Style (17th ed.), APA 7 (American Psychological Association), Vancouver (ICMJE) e sulla convenzione italiana del Diritto codificata dai manuali di redazione dei principali atenei (Bologna, Sapienza, LUISS, Roma Tre, Statale Milano). Tempo di lettura: ~13 minuti.
